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Tumore del colon-retto

Tumore del colon-retto

Tumore del Colon-Retto

Che cos’è?
Il tumore del colon-retto è quella forma di neoplasia che origina dalle cellule che rivestono l’ultimo tratto del tubo digerente chiamato intestino crasso e formato appunto dal colon ascendente con l’appendice, dal colon trasverso, dal colon discendente, dal sigma e dal retto. La maggior parte dei tumori del colon hanno origine dalla trasformazione maligna dei polipi e questo rischio è tanto più alto quanto maggiore è la dimensione di essi. Non tutti i polipi però hanno un evoluzione maligna, in alcuni casi come i polipi iperplastici essi hanno solo tendenza a crescere in dimensione senza assumere carettere di malignità.

Evoluzione
L’evoluzione della malattia, come in altri casi di neoplasie, dipende da più fattori. Esistono diversi tipi di classificazione per i tumori del colon ma quello più comunemente usato è il sistema TNM che prende in considerazione le dimensioni del tumore (T), l’eventuale interessamento dei linfonodi (N) e l’eventuale presenza di metastasi in altri organi (M).
E’ utile il dosaggio di un marcatore tumorale chiamato CEA che più che una sensibiltà diagnostica o di screening ha un elevato valore nel valutare la gravità della malattia e la sua evoluzione, in quanto assume valori altissimi quando il tumore è esteso e si reduce per esempio quando il tumore risponde ad un eventuale trattamento chemio e/o radio-terapico.

Sintomi
Uno dei sintomi più sospetto di cancro del colon è la presenza di sangue nelle feci; ma non sempre i polipi del colon danno sanguinamento manifestandosi, questo, solo in circa il 5% dei casi. Inoltre la presenza o assenza di questo dato dipende anche dalla sede della lesione, I tumori colpiscono quasi nella metà dei casi il sigma o il retto, in un quarto dei casi il colon ascendente e nella restante percentuale il trasverso o il colon discendente.
Tranne casi conclamati in cui la lesione causa una vera e propria emorragia oppure le sue dimensioni ostriscono completamente il lume dell’intestino, i sintomi possono essere vaghi come stanchezza, perdita di peso, mancanza di appetito e comparsa di anemia; un altro sintomo che può mettere in allarme il paziente è l’insorgenza di un irregolarità intestinale non presente prima con stipsi alternate a diarrea.

Come si fa la diagnosi
Per fortuna grazie alle campagne di prevenzione e di screening nelle popolazioni a rischio, la diagnosi viene fatta sempre più precocemente.
L’esame diagnostica di scelta è la colonscopia che permette sia la visione diretta della massa tumorale che il prelievo di piccolo quantità di tessuto (biopsie) da far esaminare con esame istologico.
In caso di Cancro del retto in circa il 70% dei casi è possibili fare diagnosi con l’esame clinico mediante esplorazione rettale.
Prima di essere sottoposti ad intervento chirurgico è sempre indicato eseguire una TAC con mezzo di contrasto, cosidetta di stadiazione, per valutare la eventuale estensione locale della malattia e l’eventuale presenza di metastasi in altri organi.
Altri esami utili per effettuare una corretta stadiazione dono l’ecografia del fegato, primo organo ad essere interessato da eventuali metastasi e l’RX del torace.
In caso di tumori del retto, ulteriori esami utili prima di eseguire l’intervento chirurgico, sono l’ecoendoscopia transrettale e la Risonanza Magnetica con bobina rettale che servono a valutare quanto sia interessata dal tumore la parete dell’organo.

Come si cura
La terapia di prima scelta, quando è possibile, è l’intervento chirurgico che consiste nell’asportazione del segmento di colon a seconda di dove è localizzata la lesione (ascendente, trasverso, discendente, sigma e retto) o più segmenti insieme, unitamente all’asportazione dei linfonodi situati nelle sedi che per primi vengono raggiunti da cellule maligne metastatiche.
In caso di fase molto precoce di malattia e o di polipi non completamente trasformati in maligni, è possibile effettuare un escissione locale della lesione in corso di colonscopia o per via trans-anale a seconda della sede.
La chemioterapia e la radioterapia si integrano con la chirurgia e possono essere effettuate sia prima (CHT-RT Neoadiuvante nei tumori del retto) che dopo (CHT Adiuvante nei tumori del colon) l’intervento chirurgico.
Le possibilità di cura del cancro del colon-retto e la sua prognosi dipendono dallo stadio del tumore unite alle condizioni generali del paziente.

In che cosa consiste l’intervento chirurgico
L’intervento chirurgico consiste nell’asportazione di uno più segmenti di colon a seconda della sede della malattia unitamente ai linfonodi attigui sede precoce di eventuali cellule metastatiche. Dopo la resezione del segmento di colon interessato, la continuità intestinale viene ripristinata mediante la sutura dei segmenti di colon residuo (anastomosi). In caso di resezioni del retto questa sutura può essere a rischio di tenuta e pertanto viene creato un ano artificiale (stomia) di protezione sulla parete addominale per un tempo definito che viene rimosso con un successivo intervento chirurgico.
In caso di tumore troppo vicino all’ano che l’asportazione comporterebbe l’impossibilità di ripristinare continuità intestinale è necessario eseguire un intervento più demolitivo chiamato Amputazione Addominoperineale (o Miles) che prevede l’asportazione di tutto il retto ed il canale anale con il tessuto perineale circostante, e la creazione di un ano artificiale definitivo sulla parete addominale.

Come può essere eseguito l’intervento chirurgico
Può essere eseguito con la tecnica tradizionale che prevede l’apertura dell’addome mediante un taglio verticale mediano.
Può essere eseguito con una tecnica mininvasiva sia laparoscopica che robotica che prevede 5/6 piccole incisioni da circa 1 cm attraverso cui con una telecamera e degli strumenti dedicati si entra all’interno dell’addome e viene condotto lo stesso tipo di intervento che verrebbe condotto con la tecnica tradizionale riducendo però al minimo il trauma al paziente.

Quali sono I vantaggi della chirurgia robotica per questo tipo di intervento
La chirurgia robotica offre particolari vantaggi soprattutto nel trattamento chirurgico del tumore del retto, soprattutto perché grazie alla sua definizione ed all’accuratezza permette di procedere all’asportazione del tratto intestinale arrecando il minimo trauma a strutture nervose situate in quella sede importanti soprattutto per la funzione sessuale.
Permette di eseguire resezioni del retto molte basse arrivando a pochi cm dal margine anale senza compromettere la continenza sfinterica.
>Riduce al minimo la manipolazione della lesione riducendo la possibilità di diffusione di cellule maligne.
>Riduce in modo significativo le perdite di sangue non la conseguente riduzione della necessità di eseguire emo-trasfusioni.
>Offre la possibilità in alcuni casi di operare anche tumori di dimensioni maggiori ed in pazienti obesi che difficilmente potrebbero essere operati in laparoscopia e che quindi necessiterebbero di una conversion in intervento tradizionale. Ci sono evidenze che i tassi di conversion degli interventi in chirurgia robotica sono sensibilmente inferiori a quelli in chirurgia laparoscopica.
>Riduce al minimo la manipolazione dei visceri favorendo una più rapida ripresa della loro motilità nel post-operatorio
>Offre la possibilità al paziente, laddove necessario, di iniziare prima il trattamento di Chemioterapia post-operatoria.