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Tumore dello stomaco

Tumore dello stomaco

TUMORE DELLO STOMACO

Che cos’è
Lo stomaco è un organo cavo che fa parte dell’apparato gastrointestinale. È anatomicamente suddiviso in cinque porzioni: il cardias, il fondo, il corpo, l’antro e il piloro.
I tumori dello stomaco originano principalmente dalla mucosa (la parte più interna della parete gastrica) e vengono definiti adenocarcinomi; meno frequentemente nascono dagli strati più profondi della parete (GIST, sarcomi), dal tessuto linfatico (linfomi) e, più raramente, da cellule che producono ormoni (carcinoidi).

Evoluzione
L’evoluzione della malattia dipende principalmente dal grado di coinvolgimento della parete dello stomaco, che può essere di pochi millimetri, con una prognosi migliore, fino al completo interessamento dell’organo. Inoltre, l’adenocarcinoma, crescendo, può coinvolgere i linfonodi adiacenti lo stomaco fino ad invadere gli organi vicini o metastatizzarsi, attraverso il sangue, in organi distanti (come polmone o fegato) o diffondersi al peritoneo, cosa che comporta l’inoperabilità della malattia.

Sintomi
I sintomi del tumore dello stomaco sono spesso vaghi e aspecifici e non di rado addirittura assenti per un lungo periodo di tempo, tanto da consentire la diagnosi solo quando la neoplasia è ormai in uno stadio estremamente avanzato.
Sono in genere più evidenti nelle sedi dove lo stomaco è più stretto, come all’ingresso (cardias) o alla fine (piloro). Nelle forme iniziali sono principalmente rappresentati da difficoltà di digestione, eruttazioni postprandiali, senso di riempimento precoce.
Nausea, vomito, dolore epigastrico, dimagramento e stanchezza sono in genere segni di neoplasia più avanzata.

Come si fa la diagnosi
L’esame diagnostico più importante è l’EGDS (esofago-gastro-duodeno-scopia) che permette sia la visione diretta della lesione tumorale che il prelievo di piccolo quantità di tessuto (biopsie) da far esaminare con esame istologico.
Anche l’indagine radiologica, in particolare con il metodo del doppio contrasto, ha un alto indice diagnostico, pur con i limiti di un’impossibile definizione istologica.
Prima di essere sottoposti ad intervento chirurgico è sempre indicato eseguire un esame dell’addome con ecografia e una TAC con mezzo di contrasto, per valutare l’eventuale estensione locale della malattia e l’eventuale presenza di metastasi in altri organi.

Come si cura
Le possibilità terapeutiche del tumore dello stomaco sono essenzialmente chirurgiche, essendo la radioterapia e la chemioterapia scarsamente efficaci. La terapia chirurgica può essere effettuata con intenti radicali curativi o palliativi.
La chemioterapia e la radioterapia si integrano comunque con la chirurgia e possono essere effettuate sia prima (CHT Neoadiuvante, con lo scopo di ridurre le dimensioni del tumore per facilitarne la resecabilità chirurgica) che dopo (CHT-RT Adiuvante) l’intervento chirurgico.
Nelle forme più iniziali, dove la neoplasia si limita agli strati più interni della parete gastrica (mucosa ed iniziale strato della sottomucosa) e non sono riconoscibili linfonodi malati, l’asportazione endoscopica della lesione è sicura e curativa.

In che cosa consiste l’intervento chirurgico
L’intervento chirurgico consiste nella rimozione di 2/3 dello stomaco (gastrectomia subtotale) o di tutto l’organo (gastrectomia totale). L’entità della rimozione chirurgica dipende dalla sede della malattia: se questa è situata nelle porzioni finali dello stomaco, non è necessario rimuoverlo tutto, mentre se la lesione si trova nelle porzioni più superiori, la rimozione completa è una scelta obbligata. La continuità intestinale viene ripristinata collegando tra di loro i monconi di stomaco (in caso di gastrectomia subtotale) o di esofago (in caso di gastrectomia totale) con l’intestino tenue.
Parte integrante del trattamento chirurgico è l’asportazione dei linfonodi regionali, che in percentuale assai elevata possono essere sede di malattia.

Come può essere eseguito l’intervento chirurgico
L’intervento può essere eseguito con una metodica tradizionale “open” con un taglio mediano o sottocostale oppure con un approccio “mini-invasivo” che permette di eseguire le medesime manovre chirurgiche attraverso piccole cannule introdotte nell’addome, evitando così grandi incisioni. Questo approccio permette di ottenere nei pazienti idonei gli stessi risultati oncologici dell’approccio tradizionale a fronte di un recupero più rapido e complicanze ridotte.

Quali sono i vantaggi della chirurgia robotica per questo tipo di intervento
La chirurgia robotica del tumore dello stomaco offre particolari vantaggi soprattutto perché grazie alla sua definizione ed all’accuratezza permette di effettuare una linfadenectomia (asportazione dei linfonodi adiacenti allo stomaco) più valida, con minor rischio di recidive locali di malattia.

Inoltre:
>Riduce al minimo la manipolazione della lesione riducendo la possibilità di diffusione di cellule maligne.
>Riduce in modo significativo le perdite di sangue non la conseguente riduzione della necessità di eseguire emo-trasfusioni.
>Offre la possibilità in alcuni casi di operare anche tumori di dimensioni maggiori ed in pazienti obesi che difficilmente potrebbero essere operati in laparoscopia e che quindi necessiterebbero di una conversion in intervento tradizionale. Ci sono evidenze che i tassi di conversion degli interventi in chirurgia robotica sono sensibilmente inferiori a quelli in chirurgia laparoscopica.
>Riduce al minimo la manipolazione dei visceri favorendo una più rapida ripresa della loro motilità nel post-operatorio
>Offre la possibilità al paziente, laddove necessario, di iniziare prima il trattamento di Chemioterapia post-operatoria.

Ernie della parete addominale

ERNIE DELLA PARETE ADDOMINALE

Che cos’è?
L’ernia della parete addominale consiste nella fuoriuscita di un viscere o di una sua porzione attraverso un’area di debolezza della parete addominale o attraverso un orifizio naturale.
Ogni ernia è infatti costituita da:
> una porta erniaria attraverso la quale si fa strada e che la contraddistingue, dandole il nome: ernia inguinale, crurale, ombelicale.
> un sacco costituito dal peritoneo parietale estroflesso e nel quale sono distinguibili un colletto (orifizio del sacco)
> un contenuto rappresentato dal viscere all’interno del sacco o da una porzione di esso.
Le ernie addominali sono un problema molto frequente, interessando circa il 5% della popolazione. A seconda del tipo di porta erniaria è quindi possibile differenziare il tipo di ernia, fra le più comuni troviamo l’ernia inguinale, l’ernia crurale, l’ernia ombelicale e l’ernia epigastrica.
Esistono altri tipi di ernia, più rari, che si fanno strada tra i muscoli della parete addominale anteriore (ernia di Spigelio) o posteriore (ernie lombari) o attraverso il forame otturatorio del
bacino (ernia otturatoria). Quando un’ernia si sviluppa attraverso un difetto della parete addominale determinato da una
pregressa incisione chirurgica si parla di laparocele ovvero un’ernia post-incisionale. Il laparocele rappresenta una frequente complicanza postoperatoria.

Sintomi
L’ernia addominale può essere del tutto asintomatica, cioè essere visibile senza tuttavia dare alcun disturbo, fuoriuscendo solo in seguito a sforzi che aumentano la pressione all’interno dell’addome (tosse, starnuti, defecazione).
Generalmente il paziente avverte fastidio o dolore nella sede dell’ernia. Il fastidio e il dolore possono aumentare in caso di lunghe camminate, esercizio fisico, stando in posizione eretta prolungata oppure in caso di sforzi addominali intensi. Nel caso di comparsa di dolore violento nella sede dell’ernia molto probabilmente ci troviamo di fronte ad un’ernia addominale complicata, ad esempio strozzata, da trattare con un intervento chirurgico d’urgenza.

Come si fa la diagnosi
Per la diagnosi è sufficiente una visita medica e l’osservazione della tipica tumefazione. La diagnostica strumentale spesso non è necessaria e viene riservata unicamente nei casi in cui l’esame clinico non è dirimente. In caso di un’ernia post-incisionale è invece indicato eseguire una TC addome, al fine di indagare in modo più approfondito la reale estensione del difetto di parete.

Come si cura
La terapia per l’ernia della parete addominale è unicamente chirurgica.

In che cosa consiste l’intervento chirurgico
L’intervento chirurgico consiste nella riduzione del viscere erniato in addome e nel rinforzare la parete addominale tramite applicazione di una “rete” di contenimento che riduce la possibilità in
futuro di nuovo cedimento della parete.

Come può essere eseguito l’intervento chirurgico
L’intervento può essere eseguito per via tradizionale (laparotomica, quindi con il taglio classico) oppure per via laparoscopica.
A seconda della sede e della dimensione dell’ernia l’intervento potrà essere eseguito in anestesia locale, in anestesia spinale o in anestesia generale.
L’intervento eseguito tramite laparoscopia prevede invece tre piccole incisioni all’altezza dell’ombelico e l’anestesia generale.